Cresciamo...Impariamo...Comunichiamo!

Sono sempre stata convinta che lo strumento più importante che abbiamo a disposizione noi essere umani, oltre all’intelletto, sia la parola, o meglio ancora la capacità comunicativa.

Importanti autori hanno trattato l’argomento, analizzando la comunicazione in tutte le sue singole parti, verbale, non verbale, volontaria, involontaria, sociale, funzionale, emotiva… sono stati spesi fiumi di parole, sono state formulate teorie, sono nate tecniche comunicative, ma la rilevanza della comunicazione io l’ho appresa solo quando mi sono trovata a stretto contatto con S.

Io sono una chiacchierona per definizione, quando ho cali di voce, per fortuna mia raramente, entro in crisi. Non poter comunicare con le parole i miei pensieri, i miei bisogni, le mie intenzioni, mi crea ansia; però posso scrivere, posso affidarmi in ogni caso alla parola.

S non sa parlare, non sa scrivere, apparentemente non sembra neanche in grado di comunicare. S urla, corre, pizzica, morde, scalcia. S fa arrabbiare le maestre, fa preoccupare la mamma, spaventa i compagni.

S ha 7 anni, ci conosciamo da 5 mesi, passiamo insieme poco meno di 1h la settimana; viene a fare pet-therapy accompagnato dalla sua educatrice domiciliare. I primi incontri sono stati di conoscenza, ci siamo messi tutti alla prova, lui, io, la mia collega Elisa e i fantastici amici a 4 zampe che ci accompagnano, poi abbiamo capito che potevamo fidarci l’uno dell’altro, abbiamo fatto cose, abbiamo giocato, ci siamo rilassati, abbiamo riso, discusso, abbiamo imparato a rispettare i modi e i tempo dell’altro, ma mancava qualcosa, che lasciava nell’aria un alito di frustrazione, era la mancanza di una vera comunicazione.

Io potevo intuire quello che S voleva fare o non voleva fare e lui poteva intuire ciò che io gli chiedevo di fare o non fare, ma mancava qualcosa. Artù e Apus sono sicuramente stati più veloci e competenti di noi ad entrare in relazione con lui, la loro comunicazione non verbale in qualche modo si assomigliava….

Noi umani adulti invece avevamo bisogno di un aiuto in più e così, in accordo con tutta una serie di professionisti che seguono S da anni, abbiamo iniziato a introdurre i PECS, la comunicazione per immagini.

Ci sbaglieremo… ma secondo noi da quando S ha imparato ad utilizzare le piccole immagini per comunicare i suoi bisogni, primo tra tutti il bagno, e ha potuto scegliere quale attività fare in quell’ora insieme, è più sereno. Ci sbaglieremo….

Noi nel frattempo andiamo avanti e S cresce, impara, comunica… e noi con lui!